«Ancora troppi treni cancellati. Quelli funzionanti sono sporchi, sovraffollati e insicuri. Trenitalia risarcisca i pendolari emiliano-romagnoli»

Interrogazione urgente di Barbieri, Montanari e Monari (PD): «L’emergenza neve è finita, ma la situazione sulla tratta Reggio Emilia-Bologna-Ferrara-Ravenna  resta inspiegabilmente grave. Servono investimenti»

Dopo le risposte già fornite dall’Assessore ai Trasporti della Regione Emilia-Romagna Alfredo Peri sulla situazione causata dall’emergenza neve delle settimane scorse un’Interrogazione a risposta urgente dei Consiglieri del PD Marco Barbieri e Roberto Montanari e del Presidente del Gruppo PD Marco Monari porta alla luce la situazione dei trasporti ferroviari sulla tratta Reggio Emilia-Bologna-Ferrara-Ravenna, mettendo sotto accusa il servizio fornito da Trenitalia.
In particolare nell’Interrogazione i tre esponenti del PD in Regione relazionano della situazione delle ultime giornate, inclusa quella attuale, in cui «nonostante l’emergenza neve sia finita, continuano a registrarsi fortissimi disagi. Diversi convogli sono stati cancellati  smentendo clamorosamente i programmi di circolazione diramati da Trenitalia e anche gli annunci dati nelle stazioni spesso non sono stati né corretti né puntuali. In molte delle stazioni inoltre  non e’ stato diramato alcun annuncio su cancellazioni o ritardi  – affermano Barbieri, Montanari e Monari – I treni che viaggiano sono, in molti casi, sporchi, sovraffollati e insicuri. Ci sono carrozze chiuse ed altre senza riscaldamento, in condizioni sanitarie inaccettabili».
A fronte di un quadro simile Barbieri, Montanari e Monari chiedono alla Giunta, nella loro interrogazione a risposta urgente «quali azioni, oltre alle sanzioni già annunciate , ha intenzione di intraprendere presso Trenitalia  a garanzia e risarcimento dei cittadini, per oggi e per il futuro, causa l’insufficiente risposta che l’azienda ha fornito all’utenza in questa situazione certamente critica per l’eccezionalità dei fattori meteorologici che l’hanno causata, ma davvero gestita in modo insufficiente, pericoloso e insoddisfacente rispetto anche agli standard dei contratti di servizio in essere tra Regione, Stato e Trenitalia». Il testo si conclude domandando «quali ulteriori iniziative si intende sollecitare e promuovere per investimenti che consentano di rimuovere le cause di fondo che fanno sì che viaggiare in treno costituisca un grande disagio anche senza la presenza di emergenza».

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21

02 2012

Barbieri e Mori (PD): “Riconoscere il ruolo sociale di chi si prende cura dei familiari malati e coinvolgerlo nella progettazione dei servizi locali”

I consiglieri regionali del Pd presentano una risoluzione per chiedere la conciliazione dell’impegno di cura con quello sociale e lavorativo

Il Gruppo PD alla Regione Emilia-Romagna ha presentato in Assemblea legislativa una risoluzione che chiede alla Giunta regionale la definizione e il riconoscimento del ruolo del “caregiver familiare”, ovvero le persone che si prendono cura dei propri familiari fragili. A dirlo sono i consiglieri regionali del Pd Marco Barbieri e Roberta Mori, tra i sottoscrittori della risoluzione.

«Il familiare che si prende cura di un proprio familiare ammalato o in condizioni di disabilità subisce serie ripercussioni sulla propria vita privata. A farne le spese – affermano i consiglieri Barbieri e Mori – sono la salute, le relazioni sociali, e più in generale le proprie condizioni di vita. Chi svolge questo ruolo, tuttavia, non riceve un compenso e non vede riconosciuto il proprio ruolo sociale, che rappresenta invece una risorsa inestimabile per la propria famiglia e per l’intera comunità»

«Chiediamo che si dia riconoscimento concreto a queste persone coinvolgendole nella progettazione di servizi di cura locali e nella pianificazione di pacchetti di cura individuali e aiutandole a conciliare l’impegno di cura con quello sociale e lavorativo per far sì che la presa in carico di un proprio caro ammalato non abbia ripercussioni troppo pesanti sulla qualità della vita familiare», afferma il consigliere Marco Barbieri.

«Valorizzare il ruolo di cura e sostenere le persone che lo svolgono è una misura antidiscriminatoria importante, che dovrà incidere concretamente nella loro qualità di vita e tradursi nella possibilità di conciliare lavoro e famiglia. I caregiver, che continuano ad essere in maggioranza donne, sono parte integrante di un sistema di welfare che fatica a tenere il passo con i problemi reali e il nostro intento è non lasciare solo nessuno, nell’ambito di uno sviluppo sociale all’insegna della coesione», conclude Roberta Mori.

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21

02 2012

Politiche giovanili: finanziati dalla Regione i progetti degli enti locali

Favorire la cittadinanza attiva dei giovani, valorizzare i luoghi di aggregazione, promuovere iniziative e cicli di incontri per aiutare i ragazzi a crescere e a diventare protagonisti del presente e del futuro che li attende. Sono gli obiettivi che si propongono di raggiungere i 20 progetti proposti dagli Enti locali ammessi ai contributi regionali per un totale di 320 mila euro. A Reggio Emilia andranno circa 42 mila euro per il progetto coordinato dalla Provincia: “Segnali di futuro,
cittadinanza e lavoro”.

Tutti i progetti  si propongono di promuovere il protagonismo dei giovani, attraverso la realizzazione di esperienze che possano costituire, per il ragazzo o la ragazza che le vive, un bagaglio e una risorsa alla quale attingere per affrontare le sfide del futuro”

Il finanziamento complessivo sulle politiche giovanili (legge regionale 14 del 2008) è di oltre 1.820.000 euro: nel novembre scorso sono già stati assegnati 500 mila euro a soggetti privati e associazioni senza scopo di
lucro, mentre 320 mila euro vengono ora assegnati agli Enti locali per attività a favore dei giovani. La somma  restante, corrispondente a 1 milione di euro in spesa investimento, finalizzata all’adeguamento e alla qualificazione degli spazi di aggregazione giovanile e all’acquisizione di attrezzature tecnologiche, sarà assegnata nei prossimi mesi, sempre attraverso un percorso di concertazione con gli Enti locali.

Gli interventi approvati sono stati definiti attraverso un percorso di confronto e di condivisione attuato con i territori per la definizione degli obiettivi in materia di politiche giovanili che ha prodotto risultati molto positivi per quanto  riguarda la progettazione degli interventi.

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26

01 2012

Pubblica amministrazione. “Per la trasparenza delle informazioni servono linee guida”

Il consigliere regionale Marco  Barbieri ha firmato insieme ai colleghi del Gruppo PD una risoluzione presentata in Assemblea Legislativa per impegnare la Giunta regionale a promuovere, in tempi contenuti, l’elaborazione e l’approvazione di Linee guida
in materia di Open Data (libero accesso ai dati) che definiscano criteri e regole che dovranno essere seguite dai diversi settori e direzioni della Regione.

“L’Assemblea Legislativa – afferma Barbieri – lo scorso luglio ha approvato le Linee guida al Piano telematico dell’Emilia-Romagna 2011-2013, in cui sono riconosciuti nuovi diritti di cittadinanza digitale tra cui il “Diritto di accesso ai dati” e dove si specifica in particolare che “il libero accesso ai dati (Open Data) nella pubblica amministrazione denota un approccio degli enti pubblici che predilige l’apertura e la trasparenza…” e che “l’Open data, oltre a sottolineare una volontà strategico-politica di apertura e trasparenza delle scelte e, in particolare, dell’impiego delle risorse pubbliche a disposizione del ‘Governo’, si muove dalla convinzione che i dati in possesso delle Pubbliche amministrazioni siano un patrimonio che può essere proficuamente messo a valore anche e soprattutto dalle imprese…”.

“Nel novembre 2011 – sottolinea il consigliere regionale – la Giunta regionale ha approvato il Programma operativo 2011 del Piano telematico dell’Emilia-Romagna, con cui si è data concretezza agli obiettivi strategici enunciati nelle Linee guida, dove sono descritti gli obiettivi dell’intervento in ambito Open Data. Successivamente, il 14 ottobre 2011, è stato inoltre pubblicato on line il
portale regionale dati.emilia-romagna.it, sul quale sono disponibili oltre dieci basi dati di proprietà della Regione licenziate con  licenze Open Data.”

“Con la risoluzione presentata – conclude Barbieri – chiediamo che siano definiti e adottati gli interventi, anche di natura organizzativa e gestionale, gli atti e i provvedimenti amministrativi necessari, oppure specifiche norme, per “garantire la massima apertura e messa a disposizione delle informazioni pubbliche” in possesso delle Pubbliche amministrazioni regionali, “nel rispetto delle leggi vigenti, identificando criteri guida e livelli di garanzia per i privati cittadini, le imprese ed il terzo settore che scelgano di utilizzare i dati pubblici resi disponibili dalle P.A.”. Chiediamo inoltre alla giunta di “intraprendere azioni concrete nei confronti  degli enti locali regionali”, delle società partecipate e degli operatori economici affinchè l’Open Data diventi la regola con cui i dati in possesso sia delle organizzazioni pubbliche, che di quelle non pubbliche, siano raccolti, trattati e mantenuti.

 

 

 

 

 

 

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26

01 2012

BUONI LIBRO. In arrivo a Reggio Emilia e provincia oltre 366mila euro per 3.752 studenti

«Grazie allo stanziamento della Regione Emilia-Romagna arriveranno nei comuni in provincia di Reggio Emilia 366.832,75 euro che consentiranno a 3.752 studenti di acquistare in maniera gratuita o semigratuita i propri libri di testo.» Lo comunicano i
consiglieri regionali del PD Marco Barbieri, Roberta Mori e Beppe Pagani.

Per consegnare alle segreterie delle proprie scuole il modulo di richiesta del contributo gli studenti hanno tempo fino al 10 marzo 2012.
I destinatari dei contributi sono gli studenti il cui nucleo familiare ha un valore ISEE pari o inferiore a 10.632,94 euro. Possono fare domanda tutti gli studenti residenti e frequentanti le scuole nella regione Emilia-Romagna, secondarie di 1° e 2° grado, statali, private paritarie e paritarie degli Enti Locali, non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale, e gli studenti di scuole dell’Emilia-Romagna residenti in altre Regioni che erogano il beneficio secondo il criterio della scuola frequentata.

«I tagli che in questi anni hanno colpito la scuola pubblica sono andati a svantaggio dell’offerta scolastica e hanno impoverito l’intero sistema. – dichiarano i consiglieri reggiani – Questo finanziamento, deciso in virtù della legge regionale per il diritto allo studio, aiuterà tante famiglie del nostro territorio che stanno affrontando la crisi economica, sostenendo in modo concreto il diritto all’istruzione di tutti gli alunni e contribuendo a contrastare l’abbandono scolastico.»

 

 Tabella riparto buoni libro reggio emilia

 

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23

01 2012

Sulla Fondazione Manodori

Cosa accadrebbe se, in provincia di Reggio Emilia, un sindaco distruggesse – in poche settimane – decine e decine di milioni di euro del patrimonio del proprio Comune, dandolo praticamente alle fiamme? Il valore di una ventina di scuole, di un centinaio di chilometri di strada, di un’ala importante di ospedale? Cittadini inferociti e giornalisti increduli – accompagnati dalle forze dell’ordine e da una volante della Corte dei Conti – invaderebbero il municipio per accertarsi che il disgraziato paghi per i danni che ha fatto. A Reggio Emilia le scelte compiute dal ponte di comando della Fondazione Manodori – a quanto pare – hanno fatto volatilizzare più di cinquanta milioni di euro che erano di tutti i cittadini reggiani: e le cifre perse sul lungo periodo diventano mostruose.

Si parla tanto, oggi, di “costi della politica”: ebbene, pare che in questa vicenda ci siano state forze politiche che avevano parlato chiaro, dicendo di cambiare orientamento agli investimenti della fondazione, ed altre che si erano invece spese nel difendere queste scelte che oggi appaiono sciagurate.

Che almeno in questo caso non valga quella straordinaria capacità della politica politicante di ritenere – nella notte – tutte le vacche dello stesso colore.

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10

01 2012

IN ARRIVO I CONTRIBUTI REGIONALI PER SICUREZZA E LEGALITA’

A Reggio Emilia circa 190.000 euro, contro le infiltrazioni mafiose, per la legalità e la sicurezza del territorio

Nuovi mezzi e tecnologie per la sicurezza e la Polizia locale, formazione per amministratori e imprenditori sulla legalità e il
contrasto alla mafia, incontri con gli studenti e interventi per recuperare edifici sottratti alla criminalità. Questi i contenuti dei 67 progetti finanziati dalla Giunta regionale con quasi due milioni di euro, messi a disposizione per il 2011 ad enti locali ed associazioni in tutta l’Emilia-Romagna.

7 i progetti che saranno realizzati in provincia di Reggio Emilia grazie ad un contributo complessivo di circa 190.000 euro che   rimarca l’importanza della prevenzione nella lotta alla criminalità e al degrado, “perché la legalità non va solo dichiarata ma agìta, con un impegno concreto e trasversale delle istituzioni.”

La Regione è accanto agli Enti locali in questa sfida culturale e di controllo del territorio,  lo dimostra anche la qualità degli interventi finanziati che vanno dal rafforzamento della videosorveglianza e sostegno al lavoro e alla qualificazione della polizia municipale, alle iniziative nelle scuole e con i giovani, particolarmente significative per diffondere e radicare quella cultura della legalità su cui si fonda il nostro sistema sociale.

Già all’inizio del 2012 la Giunta regionale finanzierà altri progetti in materia di sicurezza da realizzare con accordi e protocolli, tra
cui uno con la Camera di Commercio di Reggio Emilia.

                                                                  Sotto, il dettaglio dei progetti reggiani.

Provincia di Reggio Emilia

In provincia di Reggio Emilia saranno realizzati 7 progetti, finanziati dalla Regione con 189.897 euro.

a) Interventi per la promozione della cultura della legalità e la prevenzione dell’infiltrazione mafiosa (l.r. 3/2011) 

“Cultura della legalità” a Reggio Emilia

Con il progetto il Comune si impegna a realizzare un corso di formazione, in collaborazione con Avviso Pubblico, per amministratori e funzionari. Saranno inoltre utilizzati nuovi strumenti informatici per diffondere la cultura della legalità e il rispetto delle regole ed effettuata un’indagine tra i giovani sul senso di responsabilità e sul valore della cittadinanza. La spesa totale prevista è pari a 30.000 euro, il contributo regionale di 17.750 euro.  

“Democrazia e legalità dal basso” a Reggio Emilia

Grazie al bando per le associazioni e le organizzazioni di volontariato (ex art. 4, comma 2, l.r. 3/2011), il progetto prevede la  realizzazione di laboratori, seminari e spettacoli teatrali per studenti delle scuole superiori, giovani e la cittadinanza. Il costo è pari a
50.000 euro, il contributo regionale a 32.500.

 “Teatro e legalità; linguaggio antico per un’educazione moderna” a Reggio Emilia

L’associazione “Nove teatro” propone di realizzare attività teatrali, dedicate alla cultura della legalità, in 15 istituti superiori della provincia di Reggio Emilia, grazie al bando per le associazioni e le organizzazioni di volontariato (ex art. 4, comma 2, l.r. 3/2011).
Saranno utilizzati diversi spazi cittadini, dalle stazioni alle piazze ai teatri. Il costo del progetto ammonta a 59.150 euro, il contributo regionale a 38.447 euro.

b) Interventi per la sicurezza e la Polizia locale (l.r. 24/2003)

“Insieme per l’ambiente” nell’Unione Comuni Pianura Reggiana

Il progetto mira a contrastare il degrado urbano nei 6 comuni dell’Unione, correlato in particolare all’abbandono di rifiuti. Saranno sviluppate azioni per migliorare il controllo del territorio da parte della Polizia locale, dotandola di protocolli unici, nuovi veicoli e sistemi di videosorveglianza mobile e Rilfedeur. Sono inoltre previste attività di formazione. Il contributo regionale è pari a 17.600 euro per le spese di investimento e a 8.800 per la spesa corrente. Il costo totale è pari a 70.000 euro.

 “Vigile amico in rete” nell’Unione Colline Matildiche

Il progetto prevede la realizzazione di un sistema di videosorveglianza finalizzato al controllo della criminalità in alcuni punti strategici del territorio e al miglioramento della raccolta di informazioni relative agli incidenti stradali. Il contributo regionale ammonta a 17.600 euro per le spese di investimento e a 4.400 per la spesa corrente. Il costo totale è pari a 70.500 euro.

“Brescello sicura” a Brescello

L’obiettivo è sviluppare un sistema di controllo delle vie di accesso al centro con sistemi mobili di arredo urbano controllati dalla centrale operativa del comando di Polizia locale dei 4 comuni delle Terre del tricolore. Il contributo regionale è pari a 17.600 euro per le spese di investimento e a 8.800 per la spesa corrente. Il costo totale è pari a 118.597 euro.

“Occhio elettronico per una città sicura” nell’Unione Tresinaro Secchia

Il progetto ha la finalità di aggiornare il sistema di videosorveglianza a Scandiano con la sostituzione delle telecamere obsolete e di sviluppare un nuovo sistema a Castellarano.  Il contributo regionale ammonta a 17.600 euro per le spese di investimento e a 8.800
per la spesa corrente. Il costo totale è pari a 437 .163 euro.

 

 

 

 

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02

01 2012

IN ARRIVO I CONTRIBUTI REGIONALI PER LE ATTIVITÀ GIOVANILI

13 progetti finanziati nel reggiano, un segnale coerente con gli impegni assunti dalla Regione per i giovani

La Regione Emilia-Romagna ha deliberato i contributi previsti dalla legge regionale sulle giovani generazioni (varata nel 2008 su proposta di Marco Barbieri), che vanno a sostenere il fitto tessuto di soggetti e luoghi di aggregazione del nostro territorio. Si tratta di una prima tranche di 500 mila euro, su un intervento complessivo di 1.820.000 euro per il 2011.

Sono particolarmente soddisfatto di questi contributi e che la legge sui giovani continui ad essere finanziata dalla nostra Regione nonostante la grave crisi finanziaria; del resto è su di loro che occorre puntare, per evitare che alle difficoltà economiche si aggiunga una crisi intergenerazionale e sociale che ci toglierebbe ogni speranza di un futuro migliore.

11 i progetti di valenza locale finanziati per ora in provincia di Reggio Emilia, che riceveranno contributi pari a 59mila 323 euro per sostenere attività di Parrocchie, privato sociale, associazionismo culturale e sportivo nei comuni di Reggio Emilia, Guastalla, San Martino in Rio e San Polo d’Enza. A questi si aggiungono 2 progetti di valenza regionale, presentati dalla Sezione di Reggio della Lega Italiana Lotta ai Tumori e dalla coop. Sociale Ravìnala, per altri 27mila 875 euro di risorse regionali.
Unico requisito: le attività dovranno essere completate entro il 31 dicembre 2012. Qualora i soggetti beneficiari dei contributi ne facciano richiesta, la liquidazione dell’intera somma assegnata potrà essere fatta in un’unica soluzione, a conclusione delle iniziative previste.

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22

12 2011

Un altro partito a sinistra?

Marco Barbieri commenta l’intervista di Giorgio Cremaschi (Fiom)

Ho notato con stupore l’intervista a Giorgio Cremaschi (Fiom) di martedì scorso sulle pagine nazionali del Resto del Carlino, passata quasi inosservata mentre, se ho letto bene, a me è parso un “manifesto politico” che va ben oltre il campo di azione di un sindacato, al punto da chiedermi fino a che punto la FIOM nel suo complesso possa davvero condividerlo. La “chiamata alle armi” alla sinistra oltre il PD e oltre Vendola è infatti una legittima azione politica e una chiarificazione definitiva di ciò che qualcuno ha in mente, un progetto che mira “a bloccare l’Italia” – che, credo, è già sufficientemente “bloccata” di suo – e che ha come modello “quello che succede in Grecia”. Io credo che gli operai della Fiat, i lavoratori di ogni azienda, i pensionati e gli italiani tutti possano legittimamente fare corna davanti a questa prospettiva: che la Grecia debba essere il nostro modello per la ricchezza e la forza delle manifestazioni di protesta che ospita mi pare paradossale. Di tante cose sulla democrazia che possiamo imparare dalla terra di Atene la conflittualità e il fallimento controllato non mi paiono le migliori. Forse è il caso di dire con chiarezza che battersi contro il default dell’Italia e per salvare l’Euro – e l’Unione Europea – è una battaglia che a noi interessa non, come pensa Cremaschi, per le conseguenze che questo avrebbe per le banche o per la finanza. Salvare l’Italia dal fallimento significa evitare che una mattina l’operaio o il pensionato rimangano sorpresi nel constatare che i propri risparmi di una vita si sono volatilizzati, o che il proprio bancomat non è accettato più da nessuno sportello e che la colpa non è del fatto che ci si è dimenticati il PIN. Questa è una battaglia, non so se si possa definire di sinistra, che punta a ridefinire le regole del gioco globale per via democratica e politica, senza passare dalle battaglie di piazza che fino a prova contraria non abbattono l’inflazione né rilanciano il PIL. Se non quello di qualche vetraio. Non metto certo in discussione la mobilitazione dei sindacati per dire la propria sulla manovra: una manovra che anche per il PD non è probabilmente la migliore possibile, ma che nelle condizioni date è un passaggio obbligato per semplice e genuina responsabilità. Credo che la disponibilità di Monti a inserire tra i prossimi provvedimenti anche la tobin tax sia la dimostrazione che non ci troviamo davanti al governo dei tecnocrati o delle banche: far pagare i grandi finanzieri, lasciatemelo dire,non so se sia di destra. Il fatto, poi, che Cremaschi ci tenga a sottolineare come i migliori risultati delle manifestazioni contro la manovra si siano avuti dove i sindacati erano divisi ricorda quella famosa frase, “un’altra vittoria così e sono rovinato”, che la storia attribuisce a Pirro (che, guarda caso, era greco).

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15

12 2011

Minori. Oltre 3.400 in strutture, nuove regole per affidamento familiare e accoglienza in comunità

Si conferma la capacità della Regione di dare risposte concrete in termini di servizi
La Commissione Assembleare “Politiche per la salute e politiche sociali” nella seduta odierna ha approvato la “direttiva in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari (legge 4 maggio 1983, n. 184 e successive modifiche; L.R. 28 luglio 2008, n. 14 e artt. 5 e 35 L.R. 12 marzo 2003, n. 2 e successive modifiche)”".
In Emilia-Romagna sono 3.436 i minori accolti in strutture o in affido. Di questi, 2.665 vivono fuori famiglia: 1.327 sono accolti in strutture residenziali (senza la presenza della madre) e 1.278 sono in affido (a tempo pieno).

Il nuovo provvedimento aggiorna le regole in materia di tutela dei minorenni allontanati dalla loro famiglia o a rischio di allontanamento (in attuazione della legge regionale 14/08), conferma una visione di integrazione degli interventi di tutela del bambino o del ragazzo, nella quale l’accoglienza in comunità è concepita secondo un approccio unitario con gli affidamenti familiari e le adozioni e prevede gli opportuni raccordi nonché le aree di integrazione con le leggi che regolano l’ambito sanitario. Tra le novità: riconoscimento dei casi complessi e delle reti di famiglie; aggiornamento delle tipologie di accoglienza; ridefinito numero ragazzi accoglibili e rapporto operatori (uno a 4); ridefinizione della composizione delle equipe professionali (2/3 personale con titolo e 1/3 con caratteristiche che lo facciano considerare risorsa); ridefinizione del percorso metodologico: diagnosi integrata per accesso, progetto quadro, progetto educativo individualizzato o PEI integrato (per i casi complessi), progetto di vita.

Destinatari della direttiva i soggetti istituzionali e non, che con funzioni differenziate esercitano un ruolo integrato nei processi di accoglienza dei minori temporaneamente fuori della propria famiglia, in particolare: il ragazzo, vero soggetto dell’intervento insieme alla sua famiglia; i Comuni e gli altri enti e soggetti, con particolare riferimento alle Aziende Usl, cui le norme statali e regionali attribuiscono funzioni o compiti in materia di tutela, protezione ed intervento a favore dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché sostegno alla famiglia di origine e a quella affidataria; le famiglie, le reti di famiglie e le persone singole che accolgono bambini in affidamento familiare; i soggetti privati interessati, con particolare riguardo ai soggetti del terzo settore impegnati nell’accoglienza di bambini in difficoltà.

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13

12 2011