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Sanità, Consorzi Fidi, Territorio e Protezione Civile, Irpef più leggera

Sintesi dell’intervento in Aula sull’Assestamento al Bilancio 2014

Quadro economico regionale

 

Per affrontare in modo organico il tema del Bilancio e del suo assestamento, mi pare opportuno – prima di arrivare ai numeri –dover inserire, anche se molto brevemente,  i dati nel contesto  economico regionale e quali determinazioni del Governo nazionale incidono e modificano sul nostro Bilancio.

Il quadro economico della nostra Regione dovrebbe evolversi in modo leggermente migliore rispetto a quanto prospettato a livello nazionale, tuttavia anche per l’Emilia-Romagna sono state riviste al ribasso alcune stime, come  quella della  crescita attesa per il 2014 che è stata lievemente ridotta da +1,1 per cento a +1,0 per cento, assolutamente in linea con l’1% dell’area euro.

Nel 2014 ci si aspetta una ripresa della domanda interna (+0,6 per cento) dopo la flessione dell’1,9 per cento nel 2013.

In particolare i consumi delle famiglie nel 2014 dovrebbero far registrare un’inversione di tendenza con un aumento dello 0,4 per cento dopo una flessione del 2,2 per cento nel 2013.

Gli investimenti fissi lordi delle imprese dovrebbero far segnare un +1,8 per cento, quindi una pronta ripresa dopo l’ulteriore diminuzione del 2,9 per cento nel 2013.

Nonostante ciò, siamo comunque ancora lontanissimi dai livelli di accumulazione raggiunti prima della crisi.

Nel 2014 gli investimenti saranno inferiori del 26,0 per cento rispetto a quelli del 2006.

Nel 2014 si prevede un aumento delle esportazioni regionali del 2,6 per cento, superiore al dato nazionale, a riprova dell’importanza che i mercati esteri rivestono per l’economia regionale e della grande capacità delle imprese emiliano-romagnole di operare in modo competitivo su di essi.

Tuttavia, l’aumento del dato relativo alle esportazioni viene considerato piuttosto contenuto a causa della debolezza della domanda mondiale.

Il 2014 dovrebbe essere un anno di ripresa del settore costruzioni (+0,1 per cento), dell’industria in senso stretto (+1,5 per cento), dei servizi (+1,2 per cento) segnando quindi un cambio di rotta rispetto al2013 incui tutti i sopraccitati settori avevano registrato un segno negativo.

Nonostante ciò, per quanto riguarda soprattutto il settore costruzioni e l’industria, l’indice reale del valore aggiunto a fine anno sarà ampiamente inferiore al livello del precedente massimo del 2007 (-29,6 per cento per le costruzioni, -10,2 per l’industria).

Per i servizi il valore aggiunto sarà solo leggermente al di sotto (-2,3 per cento) dei livelli del precedente massimo del 2008.

Per quanto concerne il mercato del lavoro, la flessione  dell’impiego del  lavoro nel2013 inambito regionale è stata dello 0,9 per cento rispetto all’anno precedente, mentre in ambito nazionale è stata dell’1,7 per cento.

Secondo le proiezioni, nel 2014 questa tendenza negativa si invertirà o per lo meno si arresterà determinando un aumento dell’impiego di lavoro anche se molto limitato  (+0,3 per cento in Regione, +0,1 per cento a livello nazionale).

Questo aumento di attività si tradurrà inizialmente non tanto in una crescita del livello di occupati, quanto in un aumento delle ore lavorate da parte di soggetti già occupati, con un recupero di livelli di produttività.

 

 

 

Le norme finanziarie dello Stato per il 2014: le disposizioni di maggior rilievo per la finanza regionale

 

Abbiamo approvato il Bilancio di previsione dell’esercizio 2014, con la legge regionale n. 29 del 20 dicembre 2013

Predisposto, ovviamente, sulla base della situazione a legislazione vigente a tale data;  abbiamo, quindi, bisogno di valutare  quali normative statali siano intervenute nel frattempo.

Mi riferisco, in particolare,  alla Legge di stabilità dello Stato per il 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), presentata alle  Regioni, nella seduta della Conferenza Unificata del 14 novembre 2013, a cui le Regioni avevano espresso parere favorevole, subordinato, però,  all’accoglimento di alcune richieste, ed evidenziando alcune problematiche.

Innanzitutto come alcuni stanziamenti risultino  incongrui rispetto al fabbisogno,  come ad esempio per la “Cassa in deroga”, ed altri ampiamente sottostimati quali il Fondo per la non autosufficienza; il Fondo nazionale per le politiche sociali; Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale; acquisto autobus e materiale rotabile; ecc.

L’attenzione delle regioni si è soffermata inoltre sullo sforzo loro richiesto per il raggiungimento degli obbiettivi di finanza pubblica:

concorso delle autonomie regionali al miglioramento del saldo netto da finanziare per 800 milioni e riduzione dell’obiettivo programmatico del patto di stabilità (accompagnate da tagli ai trasferimenti dello Stato alle Regioni) pari a 1 miliardo per il 2014 e a decorrere dal 2015 pari a 1,344 miliardi.

Un simile taglio sull’obiettivo programmatico del patto e l’insostenibile contributo al saldo netto da finanziare si aggiungono ai tagli di trasferimenti (o riversamenti allo Stato) previsti dal DL 95/2012 per 1.050 miliardi nel 2015 e ai tagli delle precedenti manovre dal DL 78/2010 (8,955 miliardi per il 2013).

Per quanto riguarda il contributo al saldo netto da finanziare, a legislazione vigente, poiché le Regioni non hanno più trasferimenti statali, continuativi e ricorrenti, da poter ridurre ne consegue cheparte delle proprie risorse tributarie dovranno essere versate allo Stato.

Tale contributo compromette inevitabilmente gli equilibri dei bilanci regionali (e impedisce di svolgere le politiche regionali).

Si richiede di riversare un totale di entrate correnti pari al 6,5% medio con punte prossime al 10% in alcune Regioni.

Ne consegue l’impossibilità di reperire nei bilanci regionali le risorse per i cofinanziamenti regionali agli interventi finanziati dall’UE (per il periodo di programmazione 2014/2020 dovrebbero concorrere con il 30%).

Le Regioni e le Province autonome sono state chiamate più volte nel corso degli anni al concorso agli obiettivi di finanza pubblica e si sono sempre fatte carico della propria quota di risanamento dei conti pubblici individuata dal Governo (attraverso tagli lineari).

Il rispetto da parte del comparto degli obiettivi del Patto di stabilità e il faticoso processo di mantenimento degli equilibri finanziari o il processo di rientro dei disavanzi in materia sanitaria certificati dai tavoli di monitoraggio, ne sono indubbiamente la testimonianza.

I dati esaminati dalla Conferenza permanente per la finanza pubblica il 13 febbraio 2014 condivisi in sede Copaff, evidenziano che la spesa primaria  regionale pesa all’interno della spesa primaria della PA il 4,5% nel 2012 (dal 5,3% del2009 inpesante riduzione pari allo 0,8%) e che quindi le manovre di finanza pubblica hanno inciso sul 4,5% della spesa pubblica primaria per il 38,5% fra il 2009 e il 2012.

Ricordo che negli anni 2014 – 2015  si concentra la chiusura della programmazione comunitaria 2007 – 2013 e inizia la programmazione 2014 – 2020; l’impossibilità di procedere ai pagamenti della programmazione determinerà la perdita delle risorse comunitarie assegnate.

La possibilità di detrarre il cofinanziamento nazionale (Stato + Regioni) è riconosciuta solo per 1 miliardo di euro per il 2014.

Le Regioni hanno chiesto la totale esclusione dei cofinanziamenti dal patto di stabilità.

 

L’assestamento al bilancio regionale per l’esercizio 2014

L’ordinamento contabile, disciplinato conla L.R.15 novembre 2001, n. 40, assegna all’assestamento di bilancio le funzioni di  aggiornare i residui attivi e passivi, la giacenza di cassa e il saldo finanziario sulla base delle risultanze contabili dell’esercizio precedente.

Perciò si procede, su tale base, a rideterminare i valori della giacenza di cassa, del risultato di amministrazione e dei residui attivi e passivi.

Alla luce delle risultanze contabili dell’esercizio 2013, si evidenziano i seguenti risultati:

  • i residui attivi, previsti in Euro 4.119.073.584,87 sono rideterminati in Euro      4.789.920.879,36 con un aumento di Euro  670.847.294,49
  • i residui passivi, previsti in Euro 4.361.545.273,62 sono rideterminati in Euro     4.333.171.046,13 con una diminuzione di Euro  28.374.227,49;
    • Il fondo iniziale di cassa stimato in Euro 654.597.503,08 risulta di

Euro 419.975.881,21;

  • l’avanzo di amministrazione, inizialmente previsto in Euro 2.138.625.814,33 risulta rideterminato in   Euro  2.534.725.714,44 con un aumento di Euro 396.099.900

 

In sede di assestamento si è provveduto ad iscrivere in entrata, e parallelamente a stanziare in spesa, assegnazioni a destinazione vincolata di provenienza statale, comunitaria o di altri soggetti per le quali non si disponeva all’atto della predisposizione del bilancio di previsione della quantificazione, dei riparti o di altri elementi necessari per l’iscrizione stessa.

Sono stati inoltre dotati della linea pluriennale alcuni capitoli istituiti nei primi mesi dell’anno relativi a progetti comunitari e ai relativi cofinanziamenti nazionali.

In particolare sono state iscritte le assegnazioni comunitarie e i cofinanziamenti statali, sugli esercizi 2014 e 2015 per complessivi 68,24 milioni di euro, del programma Garanzia giovani, che è il programma dell’Unione europea che intende assicurare ai ragazzi e alle ragazze tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano (Neet – Not in Employment, Education or Training) opportunità per acquisire nuove competenze e per entrare nel mercato del lavoro. L’Italia ha scelto di attuare il programma mettendo a punto una strategia unitaria, condivisa tra Stato e Regioni. La Regione Emilia-Romagna ha fatto le proprie scelte sulla base di un’idea chiara: aumentare le competenze dei giovani per contrastare la disoccupazione e innalzare la competitività del territorio premiando le imprese che investono sui giovani e sulla loro formazione.

Inoltre sono state iscritte le assegnazioni statali a destinazione vincolata afferenti al fondo nazionale per le politiche sociali per 18,6 milioni di euro e il contributo straordinario da parte dello Stato per il finanziamento degli  interventi volti al completamento del passaggio dalla Regione Marche alla Regione Emilia-Romagna dei comuni di San Leo, Pennabilli, Novafeltria, Sant’Agata Feltria, Talamello, Casteldelci e Maiolo assegnato all’Unione di Comuni Valmarecchia.

Per quanto riguarda le risorse autonome regionali, si è proceduto ad una rivisitazione delle entrate e delle spese. Le risorse messe a disposizione derivano da maggiori entrate, prevalentemente costituite dall’ incremento dei proventi del recupero dell’evasione fiscale (il cui gettito ha già superato le previsioni di bilancio) e da minori spese, principalmente per riduzione delle previsioni per interessi passivi sull’anticipazione di cassa (mai attivata negli ultimi anni e presumibilmente da non attivare stante la disponibilità dell’ente) e per oneri sull’indebitamento regionale relativo alle spese di investimento autorizzate negli esercizi precedenti e finanziate con risparmio pubblico.

Nell’ambito delle scelte politiche già delineate nel bilancio di previsione per il 2014, – si tratta di circa 74 milioni di euro per la parte corrente e  di 14 milioni di euro per la parte investimenti i principali interventi finanziari riguardano:

 

  • sanità: 60 milioni di euro

per prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza e per copertura ammortamenti non sterilizzati.

Anche nel 2014la Regionefinanzia prestazioni non ricomprese nei Livelli Essenziali di Assistenza al fine di assicurare una qualità elevata dei servizi ed una posizione di eccellenza della sanità emiliano-romagnola rispetto alle altre realtà a livello nazionale.

L’integrazione regionale è necessaria anche perché dal 2012 lo Stato non finanzia più la spesa per indennizzi agli emotrasfusi (Legge 210/1992) per la quale la regione deve assicurare annualmente la copertura di competenza.

4,5 milioni di euro per investimenti volti alla realizzazione, ristrutturazione, acquisto, completamento di strutture, relativi impianti e attrezzature, nonché di tecnologie a destinazione sanitaria;

 

La Regione Emilia-Romagnadestina inoltre alle Aziende sanitarie e agli Enti del SSR finanziamenti per investimenti pari a  25,5 milioni di euro derivanti da quote di pay-back, introitate dalle aziende farmaceutiche.

Tali risorse vengono impiegate per la realizzazione, ristrutturazione, manutenzione straordinaria,

acquisto, completamento di strutture, relativi impianti e attrezzature, nonché all’acquisto di tecnologie biomediche, informatiche e di altri beni ad utilità pluriennale aventi finalità sanitaria e socio-sanitaria, anche al fine dell’adeguamento alle normative in tema di sicurezza e accreditamento del patrimonio sanitario e socio-sanitario.

 

 

  • consorzi fidi: 10 milioni di euro

per il sostegno dei consorzi fidi, al fine di ricostituire i fondi di garanzia e le condizioni patrimoniali per favorire il proseguimento della loro operatività; questi consorzi di garanzia collettiva rivestono un ruolo importante per il sistema delle nostre imprese, come è anche ampiamente emerso nel corso dell’udienza conoscitiva dello scorso 1° luglio, nel corso della quale le stesse forze sociali hanno espresso il loro plauso per l’impegno straordinario che c’è stato in questi anni nei confronti di questi strumenti.

In un contesto, quindi, di difficoltà come quello che si è purtroppo verificato e si continua a verificare anche rispetto al rapporto con le banche, c’è bisogno di dare un segnale politico forte, in modo da riconoscere ai consorzi fidi l’effettiva potenzialità che hanno.

  • interventi per le calamità naturali: 7,5 milioni di euro

per interventi straordinari di protezione civile, di cui 0,5 milioni per il ripristino delle opere di bonifica.

Un ulteriore e importante segnale viene dato sul versante delle azioni per la difesa e la sicurezza del territorio  con la scelta di destinare risorse aggiuntive pari a  5milioni euro per  interventi urgenti a seguito di emergenze e  calamità naturali di cui:

3Milioni di euro per concorso finanziario urgente agli Enti Locali in caso di emergenze o interventi per il ripristino di servizi pubblici essenziali o per la prima assistenza alla popolazione;

2Milioni di euro per interventi indifferibili ed urgenti di competenza regionale nel settore della Difesa del Suolo.

2 milioni di euro per rafforzare il sistema regionale di protezione civile.

 

IRPEF

L’ultima considerazione sulla riforma dell’addizionale IRPEF.

In questi anni, l’Emilia- Romagna ha utilizzato, una propria modalità per applicare l’addizionale Irpef, non più compatibile, dal 2015, con le norme statali che impongono scaglioni di reddito sul piano nazionale.

Si è, dunque, provveduto ad, un intervento normativo che ridetermina queste modalità a decorrere dall’anno 2015.

Il lavoro svolto dalla Giunta si deve considerare di grande rilevanza perché, pur mantenendo inalterato il gettito complessivo, è improntato  ai  principi di progressività del prelievo ed al criterio di gradualità delle aliquote.

L’applicazione di queste aliquote – che mantengono inalterate le esenzioni – produrrà un beneficio per la stragrande maggioranza degli emiliano – romagnoli, almeno cioè per tutti i redditi inferiori a 39.350 euro annui, che beneficeranno così di un risparmio fiscale.

Anche in questo assestamento – che nessuno può accusare di essere stato immaginato come elettorale – oltre a tutti gli interventi già previsti nel Bilancio, che rispondono ai temi del lavoro e dell’impresa, della formazione, della mobilità, degli investimenti in agricoltura, dell’aiuto alla nostra montagna, i temi della casa e del recupero dei nostri centri, l’attrattività turistica e culturale dei nostri territori, l’attenzione ai giovani, la qualità del nostro ambiente, si leggono in modo chiaro alcune grandi scelte di valore politico per dare futuro ai nostri territori.

Rafforzare gli interventi che riguardano il welfare ed in particolare la sanità della nostra regione, un’attenzione forte a favore del territorio e della sua manutenzione, una Protezione civile sempre più organizzata e capace di risposte immediate, garantire credito alle imprese e organizzare una fiscalità meno onerosa, sono caratterizzazioni di questo assestamento dalle quali emerge la volontà e la capacità di rispondere sia alle sofferenze che alla forza competitiva di questa nostra regione.

 

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